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Archivio mensile Novembre 2020

Educare alla speranza – prospettive per l’insegnamento di infanzia e primaria al tempo del covid- Progetto R.ec.ap

Il progetto R.ec.ap (ripasso, educazione continua e apprendimento permanente), finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che vede come promulgatore di iniziative l’Istituto Madre Mazzarello di Firenze, nella figura della Direttrice della scuola, Suor Rebecca Andersen, ha tra i 4 assi portanti, la formazione e il monitoraggio dei docenti nel periodo dal lockdown ad oggi, nell’ottica dell’apprendimento continuo.

Come counselor filosofico e docente ho lavorato, in stretta collaborazione con lo sviluppatore informatico Patrick Travaglini con due gruppi di maestre e maestri: le docenti dell’infanzia e della primaria.

La natura del primo incontro è stata quella di valutare da un punto prettamente tecnico quali fossero state le principali difficoltà tecniche nel periodo del lockdown. Sono emersi moltissimi dati di cui ci sembra opportuno pubblicare quelli che hanno sposato la maggioranza per quel che riguarda la didattica e le nuove sfide contestuali del momento:

Infanzia: difficoltà per le insegnanti a inventare e creare attività da proporre ai bambini a distanza, dovendo mettere in moto un meccanismo immaginale di mezzi semplici a disposizione delle famiglie, impossibilitate ad accedere ad esempio alle cartolerie in un primo momento per poter far scorta di materiali. Anche le insegnanti hanno dovuto sopperire ad inventare attività facili, ludiche e didattiche con quello che avevano a disposizione. I mezzi informatici prevalentemente usati sono stati whatsapp e skype.

Primaria: la dad si è organizzata velocemente e ha utilizzato come strumenti di comunicazione in primo luogo whatsapp e skype. Le docenti hanno evidenziato difficoltà ad esempio nel correggere i compiti caricati dai genitori come foto o come scansione (notiamo quanto sia importante per una bambino della primaria continuare a scrivere a mano e non mediante l’uso di tastiera pc o tablet, specie per i più piccoli)

A queste problematiche tecniche abbiamo sopperito creando delle semplici guide a libero accesso che contengono: come si corregge un compito inviato, ma anche come utilizzare un semplice software gratuito installabile sul proprio pc per esercitarsi da casa o per i genitori e su qualunque LIM. (Sono anche presenti a questo link le slide del docente e sviluppatore informatico Travaglini.

https://drive.google.com/drive/folders/1zLPC7Z2uEDFJSeFW02x471tLLDoHpyci?usp=sharing

Riguardo all’infanzia, intendiamo creare con le docenti dei minivideo di attività utilizzabili dai genitori per farli insieme ai bambini, sia in caso di nuovo lockdown, sia nel caso sempre più frequente di bambini in isolamento perché positivi al tampone o di intere classi di bambini positivi. I video saranno poi sempre disponibili, in modo tale che un genitore possa scegliere quando farli fare loro.

A questi interventi dal profilo tecnico- esplorativo, sono seguiti gli incontri di counseling filosofico applicato al ripensamento emotivo del lockdown, la professione/ missione del docente, il team building e la costruzione condivisa di un nuovo decalogo del docente al tempo del covid. ( gli incontri sono stati differenziati per le docenti dell’infanzia e della primaria).

Non è più possibile pensare di insegnare senza muoversi nel flusso del cambiamento continuo, perché come stiamo vedendo l’incertezza è il comun denominatore di questo tempo. I docenti hanno dapprima lavorato su stimoli visivi, mappe immaginali di passione e casa per tracciare itinerari non convenzionali e hanno ancora lavorato su immagini tratte dal mondo del design per pensare alle loro emozioni.

Dopo aver letto poesie sul ruolo di insegnante con un sottofondo di musica classica e dopo essersi segnati le frasi che più risuonavano per loro, hanno composto ascoltandosi e ricollegandosi alla frase precedente del collega, una poesia inesistente, unica e irripetibile. L’attività pratica ha dato loro modo di collocarsi in un universo di ascolto condiviso, creazione, reciprocità e possibilità. Motivate da questo entusiasmo e lasciandosi colpire da alcune immagini, come ” la scuola è un nido, un mondo” ” ascolta piove, col tempo abbracci il sole” “voglio una scuola che insegna i colori” ” nel mondo ci sono maestre un pò maghe” “la scuola è un abbraccio”, hanno lavorato alla creazione di un decalogo dell’insegnare ai tempi del covid.

Le slides del mio intervento sono ad accesso libero e le trovate qui.

https://drive.google.com/file/d/1pV3FupXG_Uii5xrh2BvC_1ajQjf9TdR_/view?usp=sharing

Decalogo elaborato dalle docenti della scuola dell’infanzia
decalogo elaborato dalle docenti della scuola primaria

Il lavoro con le insegnanti si arricchisce di due importanti contributi emersi in due momenti del progetto: 1) l’analisi qualitativa e quantitativa dei questionari proposti ai genitori sugli stili educativi e sulla pedagogia domestica al tempo del covid, così come anche sull’uso consapevole dei bambini dei devices informatici a casa

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfL3AY-HEJ5nKzSntF54dAXbOGl6GtP_TIkg5_3eWK87sorfg/viewform

2) delle domande-interrogativi emersi dai genitori durante o a seguito degli eventi di formazione a loro dedicati, disponibili alla pagina facebook dell’istituto Madre mazzarello

https://www.facebook.com/Istituto-Madre-Mazzarello-Firenze-174217296491816

  1. da questi per il momento emergono delle difficoltà riscontrate in dad, lo spaesamento dei bambini, l’insoddisfazione, la facilità ad annoiarsi o a distrarsi, la tristezza prima non sperimentata per essere lontano dalle maestre e dagli amici, la solitudine, l’insofferenza mista a moti sfrenati di rabbia, i litigi con i genitori perché non capaci di dispensare attività divertenti e fomentare il senso di insoddisfazione o noia. Ovviamente ricordiamo che per la prima volta il bambino si ritrovava ad avere a disposizione i genitori per così tanto tempo e che inoltre i genitori a loro volta erano impegnati nel proprio lavoro domestico o a distanza, dunque fisicamente visibili, ma spesso impegnati, senza che il bambino potesse percepirne la differenza.
  2. le domande hanno riguardato ad esempio, come spiegare ad un bambino che non è più possibile invitare un amico a casa per giocare o fare i compiti insieme, che non è più possibile festeggiare il compleanno etc. Potremmo riassumerle come domande pratiche che però richiedono un supporto riguardo alla riformulazione, significato e senso delle ripercussioni che ha la gestione del covid-19 e del distanziamento in campo sociale.

Rispetto al punto 1. con le insegnanti della primaria, attraverso la modalità del disegno espressivo, raccoglieremo ai fini della ricerca i disegni dei bambini con la stimolazione alla domanda: cosa ti fa più paura del coronavirus? o cosa ti fa più dispiacere?

Ripensare la didattica

Mentre tutto cambia così velocemente dopo le vacanze estive che ci avevano convertito l’illusione di superamento, siamo costantemente immersi in una modalità di rapido adattamento al nuovo. Non stiamo andando tutti alla solita velocità e questo è evidente, soprattutto non dobbiamo scordarlo in un contesto educativo per non lasciare nessuno indietro. Non dobbiamo neppure mai dimenticarci il ruolo catalizzatore di emozioni che ha nello sviluppo della personalità il docente, soprattutto quello dell’infanzia e della primaria. Soprattutto in quei casi di povertà educativa di partenza, per cui per il bambino la scuola costituisce il riscatto e la possibilità di uscita.

In questo momento avremmo bisogno di tante risposte, ma forse la soluzione più efficace è quella di stare e so-stare nelle domande, in una dimensione di ascolto, ricordandosi costantemente che l’educazione e la formazione ha sempre una forte componente preventiva, anche rispetto a tutte quelle emozioni negative che il bambino si è trovato a provare in concentrato nel periodo del lockdown.

E’ difficile fare il docente in questo tempo complicato pandemico, come è difficile fare il genitore. Lo stretto rapporto di fiducia è pertanto ancora più essenziale.

La discussione stimolo di oggi si interroga dunque su cinque domande, che ci porremo durante l’incontro ma che lasciamo anche qui come stimolo:

  • come posso rassicurare i miei alunni?
  • come posso infondere loro la speranza, alimentarla costantemente?
  • in cosa differisce una pedagogia della festa da una pedagogia della speranza?
  • come veicolare nei bambini l’importanza di io/tu/ noi dal micro al macro?
  • come essere docenti-antidoto alla paura?

Alla domanda posta ai genitori: ” Come avete spiegato ai vostri bambini il covid-19 e le sue conseguenze”, quasi tutti gli intervistati hanno risposto: abbiamo detto la verità.

Questo ci fa riflettere sull’importanza per la scuola in questo momento di sviluppare anche l’estremo opposto fin da bambini: il pensiero critico, il dubbio, i forse. Insegnare e vivere insieme per mano la vulnerabilità e l’incertezza.