Bambini e anziani per certi versi si somigliano e hanno elementi di prossimità: il pensiero non- scontato. I bambini, con un bagaglio esperienziale ancora limitato dal tempo, appellandosi alla fantasia costruiscono risposte inter-relazionali originali, gli anziani perché detentori di una saggezza esperienziale, condividono risposte a vissuti e domande esistenziali che hanno consapevolezza tangibile rispetto al potenziale multiforme di interrogazioni filosofiche. I bambini sono il mondo dei perchè, gli anziani quello del come. Entrambe le domande hanno bisogno di risposte che siano un prendersi cura di un’esigenza.
Il counseling filosofico rivolto a bambini e anziani come piccole comunità di ricerca, attraverso l’elemento ludico e l’aggregazione mette in moto la dialettica di forme condivise di pensiero. Le tematiche sono innumerevoli e si rimodulano sempre sulla centralità del bisogno- urgenza di un determinato gruppo, che come una persona ha una propria identità spazio-temporale, un proprio volto e una propria fisionomia.
